DISINFESTAZIONE DEL TARLO DEL LEGNO

La disinfestazione del legno dagli insetti xilofagi (capricorno delle case, tarlo, lyctus, formica del legno, termite, ecc.), sia in forma curativa che in forma preventiva, può essere effettuata con varie modalità:

SPENNELLATURA
È il sistema più semplice e meno costoso, ma richiede notevole tempo e molta cura da parte dell'operatore; non sempre i risultati sono eccellenti perché è difficile con il pennello far penetrare il disinfestante nelle fessurazioni da "ritiro" ed anche perché la forte evaporabilità e tensione superficiale propria di quasi tutti gli antitarlo oggi in commercio che veicolano l'insetticida rendono minima la quantità di principio attivo assorbita dal legno.

SPRUZZATURA
I tarli del legnoSecondo la grandezza delle particelle liquide prodotte, si hanno i trattamenti a polverizzazione e quelli ad atomizzazione o nebulizzazione. Mentre la prima limita l'azione alla superficie raggiungibile dal getto, la nebulizzazione consente una penetrazione leggermente superiore con risultati quindi migliori, ma, secondo noi, non sufficienti.

IMMERSIONE
Breve: Una durata d'immersione limitata a pochi minuti può essere convenientemente applicata a materiali segati, la cui umidità sia al di sotto del 25% e di spessori inferiori ai 27 mm. Per spessori superiori i tempi vanno aumentati di conseguenza.
Prolungata: È il trattamento di disinfestazione prevalentemente impiegato facendo ricorso ad insetticidi salini idrosolubili nel caso di legni poco stagionati e cioè con umidità al 35%.

IMPREGNAZIONE
Ciò si può ottenere sia con perforazioni e conseguente sistemazione di apposita cartucce, sia iniettando delle sostanze antisettiche nel legno per mezzo di speciali dispositivi. Quest'ultimo è il sistema più efficace.


Concludendo la difesa del legno si scagliona nel seguente ordine ascendente: immersione breve, spennellature, aspersioni, immersione lunga, impregnazione profonda.

È evidente che è sempre necessario utilizzare "antitarlo" con caratteristiche comprovate e sicure e siccome il mercato offre molto spesso pseudo-antitarlo con caratteristiche improprie, bisogna evitare prodotti non idonei a base di petrolio, alcool, ammoniaca, ecc.
Questi prodotti, penetrando nel legno, possono rovinare irrimediabilmente il mobile, provocando annerimenti ed untuosità nel legno e cagionandone in tanti casi delle fessurazioni da "ritiro".

Per ottenere pertanto dei risultati sicuri, bisogna affidarsi ad antitarli certificati che rispondano a normative ed a standard ben precisi per quanto riguarda l'efficacia preventiva e curativa (UNI EN 46), e conformi alle Norme IARC E NIOSH concernenti la sicurezza d'impiego e tossicità.